Il tribunale ordina a Cloudflare di bloccare e identificare il cliente del "sito pirata"

Il Tribunale di Roma ha ordinato a #Cloudflare di agire contro uno dei suoi clienti, il sito di streaming pirata 'Guardaserie'. Cloudflare è tenuta a disconnettere il sito e a bloccare i nomi di dominio correlati, compresi quelli che saranno registrati in futuro. Inoltre, la società deve condividere informazioni che possano aiutare a identificare l'operatore.

@pirati

torrentfreak.com/court-orders-…

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in reply to informapirata ⁂

Ci vogliono altri tipi di strumenti/protocolli oggi per Internet, la maggior parte dei governi mondiali vogliono avere potere su di esso. Lasciamo stare questo caso , ma in generale lo scopo dei governi e entrare nella vita privata delle persone , catalogare persone come #id , e contare anche quante volte respiriamo al giorno.
Io sono fiducioso che presto arriveranno altri strumenti per combattere la censura e la privacy delle persone su Internet, se decido di essere anonimo al 100% devo poterlo fare senza che vengo etichettato come una persone che vuole fare cose illegali.
#id

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in reply to Devil

@devil
Non so perché qui tutti sono contro Cloudflare. È l'unico servizio fra tutti quelli provati (gratuito per di più nel suo piano minimale) che mi dà ampia libertà di amministrazione fin nei minimi dettagli e una rete di nodi capillare.

Per dire Sucuri, che ho usato per un po', costa di più, ha meno funzionalità e si ritrova con quattro nodi in croce.
@informapirata @pirati

in reply to nicolaottomano

@devil
Cioè, questi sono i datacenter di Sucuri (posizionati anche male sulla mappa, il ché è tutto dire).

In Africa non c'è un datacenter. In America del Sud solo un Edge CDN in Brasile, così come uno in Australia.

l'Asia? A parte uno in India ed uno a Tokio, il resto non pervenuto!

@informapirata @pirati

This entry was edited (Sunday, October 20, 2024, 8:14 AM)
in reply to nicolaottomano

Non so perché qui tutti sono contro Cloudflare. È l’unico servizio fra tutti quelli provati (gratuito per di più nel suo piano minimale) che mi dà ampia libertà di amministrazione fin nei minimi dettagli e una rete di nodi capillare.


Per quanto mi riguarda uno dei problemi di Cloudflare è la grandezza: gestisce troppi servizi e connessioni e questo, per me ovviamente, non è mai un bene per la pluralità e per la libertà di e su internet.

Personalmente, quando possibile, preferisco sempre usare alternative alle Big Tech (è un po' più piccola di altre Big Tech ma penso possa rientrare nel calderone di queste ormai).

Non è ai livello di AWS o Google chiaramente, nemmeno eticamente, ma se posso e riesco a farne a meno io generalmente preferisco.

in reply to skariko

@skariko
Per ciò che deve fare, "the bigger, the better".
Se devi respingere un attacco DDoS vuoi qualcuno che abbia le spalle larghe per reggere e mitigare gli effetti.
Se sei attento alla velocità, avere un edge server a Napoli che serve il sud Italia è diverso che averne solo uno a Parigi o a Francoforte. 1/
in reply to nicolaottomano

@nicolaottomano @devil senza avere sotto mano statistiche, azzardo ad occhio che ci sono almeno due problemi con cloudflare, legati al fatto che è diventato un componente importante di come viene acceduto Internet.
Se ti importa di tutela dei diritti, questo significa che un'unica azienda (della solita silicon valley), vede il traffico di una parte significativa del web, lo vede anche in chiaro facendo da proxy SSL, avendo accesso a statistiche su utenti, siti, e contenuti come nessun altro ente o azienda; a questo aggiungi che tramite i suoi criteri proprietari decide quali utenti e siti sono malevoli, facendo da polizia istantanea. Se poi sei sostenitore/trice del libero mercato, hai un incumbent con pochi o nessun reale concorrente capace di offrire servizi analoghi alle stesse tariffe (gratis?!).
in reply to Joe Vinegar

@joe_vinegar
Vero, ma questo funziona così con qualsiasi CDN in reverse proxy, che sia Cloudflare, Sucuri, Fastly o chiunque altro.
Idem per quanto riguarda i fornitori di hosting condiviso, tecnicamente hanno accesso a tutto (o quasi) di un sito.

Per quanto riguarda le altre considerazioni (incluso il loro ottimo WAF che blocca le minacce quasi in tempo reale) ti rimando a questa mia altra risposta che ho dato poco fa:

mastodon.uno/@nicolaottomano/1…

@devil @informapirata @pirati

in reply to informapirata ⁂

in reply to Francesco De Feo

1. E' uno script per Platypush, quindi puoi farlo girare come un cron semplicemente droppandolo in `~/.config/platypush/scripts` e facendo girare il servizio Platypush. Ma dato che non ha dipendenze specifiche (usa solo requests e nessun plugin specifico di Platypush), puoi anche salvarlo come script eseguibile e farlo girare come cronjob nativo - rimuovi semplicemente i vari `@procedure` e `@cron` ed esegui `refresh_torrents_csv` direttamente.

2. Per PopcornTime, la procedura che ho seguito (non penso sia molto documentata) e':
- Clona github.com/popcorn-time-ru/pop…
- Configura il file .env (perlopiu' c'e' da settare `DATABASE_URL`, `APP_SECRET` e un paio di API keys for tMDB/Trakt ecc.)
- Esegui il servizio di fetch via `bin/console enqueue:consume --logger=stdout`
- Il servizio di fetch a volte termina, o per via di errori o perche' non ha eventi da consumare, quindi ti conviene wrapparlo in un systemd service con `Restart=always`

@informapirata