Il tribunale ordina a Cloudflare di bloccare e identificare il cliente del "sito pirata"
Il Tribunale di Roma ha ordinato a #Cloudflare di agire contro uno dei suoi clienti, il sito di streaming pirata 'Guardaserie'. Cloudflare è tenuta a disconnettere il sito e a bloccare i nomi di dominio correlati, compresi quelli che saranno registrati in futuro. Inoltre, la società deve condividere informazioni che possano aiutare a identificare l'operatore.
torrentfreak.com/court-orders-…
Court Orders Cloudflare to Block and Identify 'Pirate Site' Customer * TorrentFreak
The Court of Rome has ordered Cloudflare to take action against one of its customers, pirate streaming site 'Guardaserie'.Ernesto Van der Sar (TF Publishing)
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Flavio Borgna
Unknown parent • • •Flavio Borgna
Unknown parent • • •Anomaly
in reply to informapirata ⁂ • •Io sono fiducioso che presto arriveranno altri strumenti per combattere la censura e la privacy delle persone su Internet, se decido di essere anonimo al 100% devo poterlo fare senza che vengo etichettato come una persone che vuole fare cose illegali.
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informapirata ⁂, Marco Castellani, unruhe and anon7260 like this.
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Devil
in reply to informapirata ⁂ • • •informapirata ⁂ reshared this.
nicolaottomano
in reply to Devil • • •@devil
Non so perché qui tutti sono contro Cloudflare. È l'unico servizio fra tutti quelli provati (gratuito per di più nel suo piano minimale) che mi dà ampia libertà di amministrazione fin nei minimi dettagli e una rete di nodi capillare.
Per dire Sucuri, che ho usato per un po', costa di più, ha meno funzionalità e si ritrova con quattro nodi in croce.
@informapirata @pirati
nicolaottomano
in reply to nicolaottomano • • •@devil
Cioè, questi sono i datacenter di Sucuri (posizionati anche male sulla mappa, il ché è tutto dire).
In Africa non c'è un datacenter. In America del Sud solo un Edge CDN in Brasile, così come uno in Australia.
l'Asia? A parte uno in India ed uno a Tokio, il resto non pervenuto!
@informapirata @pirati
nicolaottomano
in reply to nicolaottomano • • •Questa la mappa dei nodi Cloudflare. 330 nodi su 120 Paesi. E per servizi come piccolo blog e siti è sufficiente il piano gratuito.
@informapirata @pirati
skariko
in reply to nicolaottomano • • •Per quanto mi riguarda uno dei problemi di Cloudflare è la grandezza: gestisce troppi servizi e connessioni e questo, per me ovviamente, non è mai un bene per la pluralità e per la libertà di e su internet.
Personalmente, quando possibile, preferisco sempre usare alternative alle Big Tech (è un po' più piccola di altre Big Tech ma penso possa rientrare nel calderone di queste ormai).
Non è ai livello di AWS o Google chiaramente, nemmeno eticamente, ma se posso e riesco a farne a meno io generalmente preferisco.
nicolaottomano
in reply to skariko • • •Per ciò che deve fare, "the bigger, the better".
Se devi respingere un attacco DDoS vuoi qualcuno che abbia le spalle larghe per reggere e mitigare gli effetti.
Se sei attento alla velocità, avere un edge server a Napoli che serve il sud Italia è diverso che averne solo uno a Parigi o a Francoforte. 1/
nicolaottomano
in reply to nicolaottomano • • •@skariko
Capisco la logica del "vogliamoci bene", ma la fuori vuoi essere difeso da uno grosso.
E quando vuoi, in poche ore puoi rivolgerti a qualcun altro o stare per i fatti tuoi (giusto il tempo di propagare i record DNS nel mondo).
Mia personale opinione ovviamente. 2/
Joe Vinegar
in reply to nicolaottomano • • •Se ti importa di tutela dei diritti, questo significa che un'unica azienda (della solita silicon valley), vede il traffico di una parte significativa del web, lo vede anche in chiaro facendo da proxy SSL, avendo accesso a statistiche su utenti, siti, e contenuti come nessun altro ente o azienda; a questo aggiungi che tramite i suoi criteri proprietari decide quali utenti e siti sono malevoli, facendo da polizia istantanea. Se poi sei sostenitore/trice del libero mercato, hai un incumbent con pochi o nessun reale concorrente capace di offrire servizi analoghi alle stesse tariffe (gratis?!).
nicolaottomano
in reply to Joe Vinegar • • •@joe_vinegar
Vero, ma questo funziona così con qualsiasi CDN in reverse proxy, che sia Cloudflare, Sucuri, Fastly o chiunque altro.
Idem per quanto riguarda i fornitori di hosting condiviso, tecnicamente hanno accesso a tutto (o quasi) di un sito.
Per quanto riguarda le altre considerazioni (incluso il loro ottimo WAF che blocca le minacce quasi in tempo reale) ti rimando a questa mia altra risposta che ho dato poco fa:
mastodon.uno/@nicolaottomano/1…
@devil @informapirata @pirati
nicolaottomano (@[email protected])
Mastodon Uno Social - ItaliaFabio Manganiello
in reply to informapirata ⁂ • • •scaricate una copia del torrents.csv repo, che e’ praticamente una versione curata (e ripulita periodicamente) del database usato da PirateBay e TorrentFreak.
Mi sono fatto anche una piccola automazione con Platypush per aggiornare il file in locale da uno dei mirror una volta al giorno se ci sono cambiamenti.
E Platypush fornisce anche supporto nativo per torrents.csv, sia usando un mirror remoto che con un file locale (il db se lo costruisce automaticamente a partire dal CSV). E nelle ultime versioni fornisce anche una UI per cercare e scaricare torrents dalla propria istanza locale.
Altrimenti, uno scriptino per parsare il torrents.csv e costruire un piccolo motore di ricerca non ci vuol tanto a mettere su.
In alternativa, ci sono anche istruzioni in giro per la rete per hostare in locale
... Show more...scaricate una copia del torrents.csv repo, che e’ praticamente una versione curata (e ripulita periodicamente) del database usato da PirateBay e TorrentFreak.
Mi sono fatto anche una piccola automazione con Platypush per aggiornare il file in locale da uno dei mirror una volta al giorno se ci sono cambiamenti.
E Platypush fornisce anche supporto nativo per torrents.csv, sia usando un mirror remoto che con un file locale (il db se lo costruisce automaticamente a partire dal CSV). E nelle ultime versioni fornisce anche una UI per cercare e scaricare torrents dalla propria istanza locale.
Altrimenti, uno scriptino per parsare il torrents.csv e costruire un piccolo motore di ricerca non ci vuol tanto a mettere su.
In alternativa, ci sono anche istruzioni in giro per la rete per hostare in locale un server PopCornTime, anche se c’e’ meno supporto e richiede un po’ piu’ skill tecniche.
Personalmente dopo tanti anni passati a fare questo gioco del gatto e del topo con siti torrent che vanno su e giu’, blocchi DNS vari ecc. penso che l’unica via d’uscita sia quella di un mega CSV distribuibile via git con miriadi di clone e fork in giro. Invece di connettersi tutti allo stesso sito (che puo’ essere tirato giu’ con un blocco DNS a livello di ISP o Cloudflare), meglio avere tante copie locali del db.
PrivateBin
PrivateBinFrancesco De Feo
in reply to Fabio Manganiello • • •Fabio Manganiello
in reply to Francesco De Feo • • •1. E' uno script per Platypush, quindi puoi farlo girare come un cron semplicemente droppandolo in `~/.config/platypush/scripts` e facendo girare il servizio Platypush. Ma dato che non ha dipendenze specifiche (usa solo requests e nessun plugin specifico di Platypush), puoi anche salvarlo come script eseguibile e farlo girare come cronjob nativo - rimuovi semplicemente i vari `@procedure` e `@cron` ed esegui `refresh_torrents_csv` direttamente.
2. Per PopcornTime, la procedura che ho seguito (non penso sia molto documentata) e':
- Clona github.com/popcorn-time-ru/pop…
- Configura il file .env (perlopiu' c'e' da settare `DATABASE_URL`, `APP_SECRET` e un paio di API keys for tMDB/Trakt ecc.)
- Esegui il servizio di fetch via `bin/console enqueue:consume --logger=stdout`
- Il servizio di fetch a volte termina, o per via di errori o perche' non ha eventi da consumare, quindi ti conviene wrapparlo in un systemd service con `Restart=always`
@informapirata
GitHub - popcorn-time-ru/popcorn-ru: Multilang api for popcorn
GitHub